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  • Huawei P20 Pro, è vero rinascimento della fotografia? Una recensione comparativa
  • Huawei P20 Pro, è vero rinascimento della fotografia? Una recensione comparativa

    La prova in un articolo di AllAboutWindowsPhone che lo confronta con un altro campione da 41MP, il Lumia 1020

    Published by darkglobe on 03-May-2018 10:10 (1280 reads)

    Premetto che prima di scrivere questo articolo ho contattato la Huawei Italia per chiedere se fosse interessata ad una prova comparativo tra il suo nuovissimo smartphone P20 Pro ed il mio obsoleto Lumia 1020, consegnandomi il gioiellino in test per qualche giorno. La Huawei mi ha molto cortesemente risposto ringraziandomi ma declinando l’offerta in quanto “al momento non sono previste collaborazioni di questa tipologia”.

    La richiesta partiva dal fatto che, dopo il primato assoluto del cameraphone Nokia N808 (su cui girava addirittura un sistema Symbian), e del successivo Lumia 1020 (dotato di Windows Phone e prodotto quando ormai il settore mobile della Nokia era stato acquisito da Microsoft),  entrambi dotati di un sensore fotografico da 41 MP, erano anni che non si vedeva un cameraphone con una risoluzione fotografica paragonabile ai suddetti smartphone.
    Nello specifico l’808 era dotato di un sensore da 41MP della dimensione di 1/1.2" (con apertura f2.4) mentre sul Lumia 1020, pur su una risoluzione analoga, la dimensione del sensore scendeva a 1/1.5″ (ottiche Zeiss a 6 lenti f/2.2 con una eccellente stabilizzazione anch’essa ottica dell’immagine)
    Entrambi questi smartphone erano inoltre dotati della tecnologia PureView, un brevetto Nokia di eccellenza assoluta che, sfruttando la risoluzione elevata dei sensori da 20 e 41 MP, consente di produrre foto di estrema qualità cromatica e ricchezza impensabile di dettagli anche a risoluzioni più basse (5MP nello specifico del Lumia 1020), effettuando un oversampling del segnale dei vari Pixel disponibili. Altra caratteristica del Pureview è quella di ottenere foto al buio di una luminosità sorprendente, grazie al trucco consistente nel ridurre la risoluzione della foto sfruttando più pixels limitrofi per lo stesso punto immagine finale.
    In aggiunta il 1020 era dotato dello zoom digitale ma senza perdita di qualità fino al 3x sulle foto a 5MP.
    Da ultimo va sottolineato che, cosa mai più vista su altri smartphone dell'epoca, il 1020 montava uno Xenon flash dalla potenza pazzesca.

    In merito ai filmati va detto che entrambi gli smartphone di matrice Nokia si fermavano al 1080p/30fps, e questo non certo per colpa del sensore (per la risoluzione di un 4K basterebbero infatti soli 9MP) quanto essenzialmente per il fatto di essere dotati di processori grafici dalla potenza abbastanza esigua (stiamo parlando infatti di smartphone con una anzianità superiore ai 5 anni).

    GLI ASPETTI TECNOLOGICI INNOVATIVI DEL P20 PRO
    L’elemento sensazionale del nuovo P20 Pro della Huawei consiste nell’aver recuperato da un lato i famosi 41 MP dei due dinosauri di origine Nokia (per la verità sul P20 Pro i pixel scendono di un pelo a 40MP), ma di aver associato a questo sensore primario (con apertura di ben f/1.8 e lunghezza focale equivalente da 27mm con ottiche Leica) addirittura altri 2 sensori, di cui uno monocromatico da 20MP f/1.6 e lunghezza focale equivalente da 27mm, ed un terzo ed ultimo da 8 MP con lunghezza focale equivalente da 80mm e funzionalità dunque di teleobiettivo a stabilizzazione ottica dell'immagine ed apertura f/2.4, in grado di offrire dunque uno zoom ottico dichiarato pari a 3X (ibrido fino a 5X, combinandosi con le altre due ottiche primarie).
    Il sensore da 40 MP del P20 Pro è dotato di una modalità Quad Bayer che in qualche modo emula, anche se in maniera più rudimentale, la tecnologia Pureview di Nokia (del resto allo sviluppo tecnologico della camera del P20 Pro hanno lavorato alcuni ex-tecnici della stessa Nokia, tra i quali Eero Salmelin che attualmente ricopre il ruolo di Head of Imaging in Huawei).
    Il P20 Pro risulta inoltre dotato di un motore ad intelligenza artificiale in grado di realizzare il fuoco continuo di soggetti in movimento e stabilizzare la macchina su foto con tempi di apertura lunghi fino ad 8 secondi consentendo di evitare il treppiedi e cmq di stabilizzare digitalmente i video.

    PERCHE` TUTTI QUESTI SENSORI?
    Oggi la corsa al numero di sensori è diventata per certi versi quasi una moda, ma ha alcune finalità molto precise: una è quella di aumentare la “sensibilità” delle monocamere alle basse luci, in quanto con gli accoppiamenti di più camere viene almeno raddoppiata, o ancora quella di migliorare la qualità dei dettagli delle foto alle alte luci grazie ad un effetto di oversampling combinato dei due o più sensori; l’altra è quella di consentire di giocare sulla profondità di campo, evitando il “tutto a fuoco” tipico delle piccole camere digitali,  donando quindi alle foto un effetto di spessore esaltando la messa a fuoco del solo oggetto di interesse e sfocando le parti in secondo piano.
    Di contro va sottolineato che se i benefici sono tanti è d’altra parte necessario sovradimensionare la potenza elaborativa degli smartphone multicamera, per gestire computazionalmente la mole di dati prodotta dai vari sensori e combinarla in “tempo reale” con risultati di qualità.
    Sono possessore di un piccolo Alcatel Flash 3, primo cellulare al mondo ad essersi dotato, nel 2017, di 4 fotocamere di cui 2 anteriori e 2 posteriori, ed ho potuto constatare che se da un lato la doppia fotocamera posteriore esalta la qualità e la sensibilità in condizioni di scarsa luce, dall’altro appensantisce considerevolmente le elaborazioni, al punto che, nonostante lo smartphone sia dotato di un Helio X20, le foto, se viene attivata la doppia camera, non sono digitalmente zoomabili se non in postproduzione.

    MA I 40 MP SERVONO?
    Non date retta a chi sostiene che i 40 MP sono una spacconata. Per chi  fa fotografie e ama catturare al volo con un apparecchio di fortuna momenti significativi della giornata, i 40 MP aiutano a restituire particolari di scene anche in gran lontananza, grazie alla ricchezza di dettaglio che consente di isolare piccole sezioni dalla foto complessiva, preservando una qualità assolutamente adeguata. Inoltre le potenzialità di interpolazione di tanti pixel donano, se ben gestiti, un effettivo e chiarissimo miglioramento qualitativo anche nelle foto a risoluzione scalata verso il basso, che nel caso del Lumia, come già precisato, passa da 41 a 5 MP.

    LA COMPETIZIONE
    Dopo pochi giorni dalla mia richiesta alla Huawei, il cui diniego, pur trovandolo assolutamente comprensibile, mi ha in qualche modo sorpreso visto che, per un apparecchio dotato di una simile accuratezza tecnologica i confronti andavano a mio avviso più che incentivati, è apparso sul mitico AllaboutWindowsPhone, sito che apprezzo per l’acume e l’estrema obiettività ed indipendenza del suo autore, una prova comparativa fotografica tra le camere di Lumia 1020, Lumia 950 (da soli 20MP), Galaxy S9+ e Huawei P20 Pro. Tale prova ha soppesato le reali potenzialità fotografiche di questo interessantissimo smartphone su cui la Huawei  sta così tanto investendo in pubblicità.
    L’articolo lo trovate qui: http://allaboutwindowsphone.com/featu ... View_and_more_Lumia_1.php

    Il metodo comparativo consiste nell’effettuare foto in varie condizioni di luce ed operare una finestra sui dettagli di ciascuna foto per un confronto immediato delle risoluzioni e della resa generale.
    Le camere sono state utilizzate tutte in modalità automatica, senza dunque tarature che ne alterassero manualmente la resa.
    Ebbene dal test emergono alcune considerazioni.
    Il Galaxy S9+, come da tradizione, fa un uso un pelo spinto dello sharpen, probabilmente peggiorando leggermente la resa della propria camera anche quando questo eccesso di definizione non sarebbe necessario, ed il P20 Pro sembra seguire, anche  in maniera più consistente, la stessa filosofia;  molto più morbidi e puliti appaiono gli ingrandimenti di alcuni dettagli nelle foto in piena luce dei due Lumia.
    Spettacolare è la resa dello zoom dello Huawei P20 Pro, dietro cui soccombono tutti gli altri smartphone, ma in generale molti degli ingrandimenti su foto effettuate in condizioni normali (si veda ad esempio il Test 4) appaiono abbastanza disastrosi sul P20 Pro se paragonati agli equivalenti delle foto prodotte dai dinosauri della Microsoft: quello che infatti stupisce è la perdita di dettaglio ed il rumore dilagante in situazioni di forte contrasto luminoso, segno di qualche criticità dei sensori che parrebbero limitare la latitudine di posa complessiva. Di certo la perdita di dettaglio è l'elemento che più stupisce, trattandosi di un 40MP che in questo ambito dovrebbe raggiungere punte di eccellenza.
    Quanto alle foto con flash, il P20 Pro mostra una certa inefficacia se paragonato allo Xeon del 1020 (test 3).
    Infine il Test 7 conferma la propensione del P20 Pro a poter fotografare senza problemi in condizioni di scarsa luminosità, ma l’effetto pare molto meno sorprendente di quanto ci si sarebbe potuti aspettare ascoltando le dichiarazioni del costruttore ed analizzando la stessa scheda tecnica dello Smartphone.

    PER CONCLUDERE
    Non si tratta in conclusione di test “esaustivi”, tra l’altro parliamo di test riservati alle sole foto e non ai video (occhio in ogni caso che il 4K/30fps del P20 non è stabilizzato proprio perché l’apparecchio non fa uso di stabilizzazione ottica sul sensore principale ed evidentemente quella digitale sui 4K diventa troppo onerosa). Mancano oltretutto prove sull'efficacia della stabilizzazione digitale in notturna e sulla qualità e velocità della messa a fuoco, altro tallone d'Achille di tanti smartphone di origine orientale. Ma è possibile fin da ora affermare che se in un confronto con uno smartphone prodotto nel 2013 il nuovo gioiello della Huawei soccombe in più occasioni sul fronte fotografico, qualche riflessione andrà pur fatta, anche alla luce di un prezzo non certo indifferente di questo apparecchio.

    Inutile sottolineare che il Lumia 1020 ha un hardware arcaico e monta ormai un decrepito Windows Phone 8.1 neppure più supportato dalla Microsoft, per cui su tutti gli altri fronti il paragone è assolutamente improponibile se non per il comparto audio a cui accenneremo sotto. Va detto che la stessa Microsoft, dopo aver acquisito la Nokia, ha inanellato una serie di scelte di marketing disastrosamente errate, per un continuo cambio di visione strategica dei suoi CEO che non hanno a quanto pare compreso la necessità inderogabile per il business aziendale di continuare ad investire nel settore mobile, anche a costo di sonore perdite iniziali, visto che le interesezioni tra il mercato dei Tablet e quello degli Smartphone tendono a diventare sempre più rilevanti.
    Di fronte ai continui tentennamenti Microsoft e nonostante il sistema Windows Phone fosse tutto fuorchè disprezzabile, almeno nella versione 10 (ovviamente, in perfetto stile Microsoft, incompatibile con la precedente 8.1), il destino del settore mobile della Microsoft sembra almeno per il momento destinato all’oblio, capitolato di fronte alla preponderanza di quello Android.
    Con questa operazione Microsoft però ha affossato anche brevetti Nokia di qualità indiscussa come appunto il citato Pureview, che, come visto, consente ad uno smartphone di 5 anni, il Lumia 1020, di superare nel comparto fotografico per tanti aspetti un prodotto innovativo come il P20 Pro; o ancora il Rich Audio Recording, un sistema di registrazione audio per certi versi unico, capace di catturare l'audio in stereofonia e senza distorsioni da clipping anche in ambienti con volumi sonori intollerabili, fino addirittura ai 140dB.
    Su questo punto sarebbe interessante capire il P20 Pro come si comporti anche se, da quanto ci risulta, l'unica tecnologia paragonabile al Rich Audio Recording risulta essere quella OZO Audio della "nuova" Nokia: speriamo a questo punto che anche Nokia provi a ingegnerizzare un cameraphone degno di questo nome.

    LA VIDEORECENSIONE COMPLETA
    Per una recensione completa di questo P20 Pro vi rimando in ogni caso alla videorecensione dell'impagabile Gesualdo, che ha sempre il dono di valutare gli smartphone con il giusto senso pratico e senza inutili lambiccamenti tecnologici ma senza la faciloneria di ben più blasonati videorecensori. Nostro compito, in questo articolo, era esclusivamente quello di effettuare una prima valutazionie sulle tanto pubblicizzate capacità fotografiche di questo nuovo smartphone.


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