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  • Recensione Film: Perez.
  • Recensione Film: Perez.

    Il lato oscuro della città di Napoli

    Published by darkglobe on 25-Sep-2018 08:10 (841 reads)

    Perez. cavalca in qualche modo il filone d'oro delinquenzial-poliziesco che ha fatto la fortuna di alcuni serial-TV di recente produzione.
    Ovviamente non basta il tema a rendere piccolo o grande un film. Qui si nota fin dalle prime scene la sapiente mano di un regista, Edoardo De Angelis, che, con alle spalle un solo lungometraggio (Mozzarella Stories), confeziona un'opera convincente, non tanto per la sceneggiatura, scritta dallo stesso regista insieme a Filippo Gravino, quanto per la riuscitissima messa in scena di personaggi, stati d'animo e rapporti interpersonali che sono specchio fedele della drammatica realtà vissuta in alcune aule dei tribunali napoletani e della sottile linea di confine che separa la legalità dal suo opposto, quella linea su cui si muove chi oggi svolge il ruolo di penalista in difesa dei peggiori criminali che la malavita locale possa esprimere.
    Demetrio Perez (Luca Zingaretti) è un avvocato che ha "sempre sbagliato tempi e nemici". Una volta ricco forense, si trova ora a svolgere il ruolo di difensore d'ufficio della melma criminale di cui tutti i suoi colleghi hanno opportunamente evitato di farsi carico.
    Fa impressione una delle prime scene in cui Perez viene violentemente insultato e ricusato in aula di tribunale da un carbonizzatore di cadaveri, perché non ha detto una sola parola in suo aiuto durante la testimonianza: l'avvocato esce dall'aula considerando in maniera amara, per mezzo della sua voce narrante, che questa gente "confonde tattica con strategia", non comprendendo che il silenzio potrebbe costituire la loro esigua ancora di salvezza rispetto alla loro ingloriosa fine ormai definitivamente tracciata.
    Ma è quando il suo acido e prosaico collega Merolla (Giampaolo Fabrizio) lo accusa di non preoccuparsi che la figlia Tea (Simona Tabasco) frequenti Francesco (Marco D'Amore), un esponente del clan Corvino, che si intuisce quanto una situazione che sta velocemente precipitando costringerà l'ormai disilluso avvocato penalista ad uscire dal guscio protettivo di apatia in cui si è rinchiuso da anni, dopo i suoi fallimenti di avvocato e di uomo.
    Da un lato Perez si trova a misurare l'iniziale disprezzo della figlia, per lui ormai l'unico motivo di vita, disprezzo condito da insulti e malauguri di vario tipo, per il fatto che il padre disapprovi il suo amore per il giovane boss: in questo ne esce una figura quasi stoica di un uomo che antepone l'affetto per la figlia alla reazione impulsiva che ci si aspetterebbe. Dall'altro lo stesso avvocato viene contattato dal potente e determinato pentito Luca Buglione (Massimiliano Gallo) di un clan opposto ai Corvino, che lo ingaggerà formalmente per la propria difesa, ma materialmente per il recupero di un prezioso lotto di diamanti nascosti nella pancia di un toro.
    Il grosso del film è girato in un sinistro Centro Direzionale di Napoli, che pare quasi cambiare volto o comunque dar voce, nella sua ambientazione spettrale, a quei sussurri che sembra quasi di udire durante la normale routine di un luogo simbolo della noiosa attività lavorativa di uffici ed imprese: una ambientazione fatta di riprese essenzialmente in notturna, con una saturazione dei colori che dà il senso della saturazione delle emozioni che la storia intende riflettere, ulteriormente caricate da toni, linguaggi scurrili ed aggressività o violenze piscologiche di vario tipo. E` il simbolo del doppio volto di una città operosa ma allo stesso tempo terrificante, in un luogo nel quale è come se gabbiani e corvi ad una certa ora si dessero il cambio a testimoniare questa inespricabile mistura di bene e male.
    Molto convincente la recitazione di Zingaretti, sicuramente più apprezzabile di quella offerta nel suo più famoso ruolo televisivo; bravissima anche la Tabasco, una sorta di venere nera che ben interpreta l'incoscienza sentimentale della giovane figlia di Perez. D'Amore è convincente quanto basta per dar il giusto volto alla vera natura animalesca del giovane camorrista, mentre Buglione ben rappresenta l'aspetto più insidioso e strisciante della malavita locale.
    Un'opera interessante, forse con qualche banalità e qualche incertezza di andamento, ma ben coesa e realistica.

    Il DVD è deludente: la qualità video non pare adeguata e a volte gli scuri appaiono leggermente invasivi ed impastati. Il film avrebbe meritato una cura migliore per l'Home Video.


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