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  • Recensione film: La donna del giorno (1936)
  • Recensione film: La donna del giorno (1936)

    Una romantica screwball comedy d'altri tempi

    Published by darkglobe on 01-Jan-2018 17:20 (1314 reads)

    Questa vera e propria screwball comedy, che in certi momenti rasenta la farsa, porta la firma alla regia di Jack Conway, instancabile attore di western, regista e produttore su una storia che vede un lavoro corale di sceneggiatura curata da Maurine Dallas Watkins e coaudiuvata da Howard Emmett Rogers, George Oppenheimer e Wallace Sullivan, oltre che la pregevole scenografia di Cedric Gibbons, che nella sua vita ricevette ben 28 nomination agli Oscar.

    Il New York Evening Star, a cui il caporedattore Warren Haggerty (Spencer Tracy) ha dato una impronta decisamente scandalistica, pubblica per un clamoroso errore la notizia che la ricca ereditiera Connie Allenbury (Mirna Loy), sarebbe stata la causa della rottura di un matrimonio dovuta ad una sua relazione clandestina.
    Warren, avvertito, interrompe bruscamente i preparativi per le nozze con la sua imminente sposa, nonché fidanzata di vecchia data, Gladys Benton (Jean Harlow) e tenta di bloccare le rotative, ma le edizioni del mattino sono state già distribuite e sono bastate a procurare al giornale una denuncia per diffamazione con richiesta di risarcimento di 5.000.000 di dollari.
    Per recuperare la situazione Warren si affida all’aiuto dell’ex reporter ed “odiato” amico, Bill Chandler (William Powell). Quest'ultimo escogita un piano che consiste nel prendere lo stesso transatlantico, in partenza dall’Inghilterra, su cui viaggerà l'ereditiera Connie insieme al potente padre J.B. Allenbury (Walter Connolly), per tentare di rimanere da solo con la donna in cabina e far comparire all’improvviso la propria moglie, in modo da generare un nuovo scandalo che detronizzi la causa intentata contro il giornale. Peccato che Bill non sia sposato, motivo per il quale Warren gli concede in matrimonio “temporaneo” la propria fidanzata, che inizialmente protesta, ormai stufa delle continue promesse di Warren, mai mantenute, ma alla fine acconsente affinché il piano venga messo in atto.
    Bill inizialmente ingaggia al molo da cui sta per partire il translatantico alcuni uomini per far molestare Connie, intervenire in sua difesa e farsi notare. Creato l’aggancio, durante il viaggio viene invitato a pranzo, presente anche Connie, da Mr. J.B. Allenbury che é un grande appassionato di pesca, al punto che Bill si finge grande cultore della materia; l’approccio sembra purtroppo fallire in quanto l’ereditiera ha il forte sospetto che il reporter sia l’ennesimo cacciatore di dote.
    La situazione, una volta giunti in patria, ha però una svolta inaspettata perché Bill e Connie iniziano a frequentarsi per intere giornate e si innamorano realmente; fino a quando la situazione esplode poiché Glady, imbeccata dal suo fidanzato Warren che ha fiutato la situazione, vorrebbe riprendersi l’attuale marito, irrompendo ad una festa di beneficenza degli Allenbury. A quel punto Bill e Connie scappano e si sposano poiché Bill ha scoperto che Gladys sarebbe stata già spostata ma che il suo vecchio divorzio non sarebbe valido. Ma quando la donna riesce a raggiungerli svela di aver ottenuto un secondo divorzio a Reno, per cui lei e Bill sarebbero effettivamente sposati e dunque il reporter sarebbe bigamo.

    In questo film si ritrova a recitare nuovamente insieme la mitica coppia Powell e Loy che con la saga de L’Uomo Ombra aveva mietuto enormi successi. In effetti il ruolo della protagonista era ambito da quella che nella vita era la vera compagna di Powell, Jean Harlow, ma si può affermare senza alcun dubbio che la scelta della MGM di insistere sulla Loy fu lungimirante in quanto le ampiamente collaudate consuetudini recitative del duo Loy-Powell ed il loro effetto evocativo finirono per conferire al lavoro grande solidità ed efficacia narrativa nel delineare le dinamiche di interazione della nascente coppia reporter-ereditiera.
    Formidabile anche il ruolo di Spencer Tracy, che ben incarna il canovaccio del giornalista pronto a sacrificare, anche con una certa dose di pragmatico cinismo, la propria vita privata pur di badare al proprio lavoro di giornalista. Leitmotiv questo che prende ispirazione dalla commedia Prima Pagina del 1928 di Hecht e MacArthur che ritroviamo poi fedelmente sviluppata in vari lungometraggi tra cui l'indimenticabile La signora del Venerdì di Howard Hawks.
    Tra le scene memorabili de La donna del giorno va menzionata quella della celebrazione del finto matrimonio di Bill e Gladys, in cui la Harlow riceve solo un bacio sulla guancia da suo "marito per necessità" e si getta tra le braccia di Warren, baciandolo sulle labbra, al punto che lo sposo è costretto a spiegare agli astanti che il caporedattore é "Un buon amico", anzi "Un ottimo amico".
    Non manca ne La donna del giorno anche l'eco di Accadde una notte di Capra ma qui paradossalmente i ruoli di padre controllore ed oppressivo e figlia in fuga sembrano quasi invertirsi.
    Ma sorprende ancora di più, nella guardare il film, constatare quanto anche l’ossatura de Lo Sport Preferito dall’Uomo prenda spunto da quest’opera un po’ meno famosa, pur avendo ottenuto anch’essa grande successo ai botteghini ed una noimination all'Oscar per il miglior film nel 1937. Del tema dell’inesperto di pesca (Bill) che addirittura si dichiara in procinto di scrivere un libro sull’argomento e che per una serie di combinazioni fortuite, coinvolto in una mattinata di pesca al fiume, riesce fortuitamente a beccare, manuale per principianti alla mano, una trota gigante, è senza alcun dubbio debitore il lavoro di Hawks, che dunque pare abbia preso grandi ispirazioni da questo film; eppure in entrambi i casi il tema funziona alla grande, nonostante la evidente lontananza di stili recitativi tra il raffinatissimo Powell ed il prestante sex-symbol incarnato da Hudson.

    La donna del giorno conferma pienamente l'attitudine propria di Conway a realizzare film di gran successo in tempi serrati (solo 3 mesi di riprese in questo caso) e con dispendio di risorse e mezzi tutto sommato limitati, motivo che gli garantì di collaborare per anni con la MGM.

    Il film è in conclusione molto gradevole, divertente e mostra una certa sensibilità, raccogliendo in maniera non scontata il contributo di vari talenti messi insieme, ottenendo un risultato assolutamente pregevole. Da non perdere per gli amanti della commedia classica, ma al momento irreperibile in Home Video: non è da escludere che qualche piccola label ci pensi quanto prima.


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