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  • Recensione film: Playboy in prova

    Come trasformarsi da nerd a figo

    Published by darkglobe on 20-Jan-2018 21:40 (3211 reads)

    Playboy in prova è un teen-movie che ha marcato il primo momento di notorietà per il regista Steve Rush il quale si è cimentato nel seguito anche con vari sequel di altri classici del filone adolescenziale.
    Protagonista del film è Ronald Miller (Patrick Dempsey, futuro sex symbol in Grey's Anatomy), adolescente della periferia di Tucson, sveglio ma un po’ isolato dai suoi compagni del college, al punto da autodefinirsi "lebbroso sociale", tant’è che il suo miglior amico Kenneth (Courtney Gains) fa parte della combriccola dei nerd. Durante l’estate Ronald ha accumulato soldi falciando prati con il suo tosaerba e tra i suoi clienti c’è anche la facoltosa signora Mancini, vicina di casa. Ronald ha sempre sperato di poter stare accanto alla giovane figlia Cindy Mancini (Amanda Peterson) che frequenta il suo stesso college e ne è la cheerleader più popolare, fidanzata col giocatore Bobby Hilton (George Gray), che è però lontano da lei, trovandosi al suo primo anno all'Università dello Iowa.
    Capita che Cindy, per partecipare ad una festa di fine estate, usi senza permesso un costoso scamosciato della madre, che le viene macchiato di vino rosso. Cindy è disperata, ma mentre tenta di mercanteggiare una soluzione con un negoziante, si presenta Ronald, accortosi della situazione, offrendole i 1000 dollari necessari per un nuovo scamosciato, quelli che lui avrebbe dovuto usare per comprare un telescopio, se lei farà finta di stare con lui per un mese, in modo che possa consentirgli di apparire più fico agli occhi degli altri compagni del college. Cindy finisce per accettare e nel corso del finto fidanzamento si adopera per migliorare decisamente il terribile look trasandato di Ronald. Col tempo paradossalmente tra i due ragazzi si sviluppa un tenero legame affettivo: lei si apre tanto da arrivare a far leggere a Ronald una sua poesia, lui a sua volta la introduce ai suoi interessi per l'astronomia ed “il nostro mondo futuro” e la porta a visitare uno spettacolare cimitero degli aerei. L’ultimo giorno di “fidanzamento” Cindy vorrebbe mettersi realmente con Ronald il quale invece la disorienta quando le chiede come inscenare la rottura. Per cui il giorno successivo i due si separano in maniera assai brusca davanti agli altri studenti, ma con Ronald che va oltre il dovuto con affermazioni assai pesanti contro Cindy, che gli molla a sua volta un ceffone.  

    Ronald è diventato nel frattempo così popolare che, abbandonati i sabati sera con i suoi amici nerd con i quali is abati sera giocava a carte bevendo birra, frequenta ormai assiduamente gli atleti del college, pedinato dall'incredulo e pestifero fratellino Chuckie (Seth Green); per di più le migliori amiche di Cindy, Barbara (Tina Caspary) e Patty (Darcy DeMoss), approfittano subito della situazione per spassarsela con quello che ormai è l'ex fidanzato della loro amica. La seconda lo invita addirittura ad un ballo scolastico e Ronald, totalmente a digiuno, prende lezioni dalla televisione pensando di guardare American Bandstand mentre sta in realtà assistendo ad una trasmissione culturale sui balli africani: mette in mostra dunque alla festa una danza folle che all'inizio disorienta tutti, ma che, grazie alla sua popolarità, attecchisce subito come nuovo ballo alla moda. Inoltre durante la notte di Halloween lo stesso Ronald, pur di rimanere nel gruppo dei suoi nuovi amici, si vede costretto a lanciare feci di cane sull’abitazione del suo amico Kenneth che lo cattura e poi, sgomento e ferito nei sentimenti, lo lascia andare senza dire nulla al padre, ma ponendo fine all’amicizia.

    Infine ad una festa di capodanno presso la casa di Big John (Eric Bruskotter), Ronald si ubriaca e fa l’amore con Iris (Devin DeVasquez), ragazza di facili costumi. Cindy sente addirittura Ronald recitare ad Iris la sua poesia per cui lacerata dal dispiacere inizia ad ubriacarsi. Quando a sorpresa si presenta alla festa il suo ragazzo Bobby, a cui Quint (Cort McCown) e Ricky (Gerardo Mejia) hanno appena raccontato delle frequentazioni di Cindy con Ronald, lei viene scaricata nonostante tenti di spiegare la situazione. A quel punto vuota il sacco e rinfaccia agli amici di essersi comportati come un branco di pecore. Ronald umiliato lascia la festa cacciato via da Big e si dispera piangendo.
    Quando la scuola riprende Ronald si trova subito messo da parte sia dai “nuovi amici” che dai vecchi compagni nerd e a nulla valgono i suoi tentativi, dopo aver compreso in pieno i suoi errori e recuperato la sua scala di valori affettivi e di priorità, di farsi perdonare sia da Cindy che da Kenneth.
    Vi sarà però l’occasione del riscatto, anche agli occhi della ragazza, quando Ronald avrà uno scontro violento con Quint per difendere Kenneth, bistrattato dallo stesso Quint perché avrebbe aiutato in matematica Patty (Darcy DeMoss) osando sedersi nel territorio scolastico riservato agli sportivi.

    Il titolo originale del film Can't Buy Me Love prende spunto dall’omonima canzone dei Beatles che chiude musicalmente questa simpatica opera. Ascrivibile alla categoria dei teen-movies, quindi di fatto un po’ leggerina, dimostra però alcuni pregi.
    In primo luogo la trama è abbastanza originale, tanto da aver portato negli anni alla realizzazione di un clone, Fidanzata in Prestito, che pur non aggiungendo nulla di significativo, ne conferma la validità della struttura narrativa.
    Inoltre Playboy in prova, pur tra le righe di un certo stereotipo derivante dal classico canovaccio del filone giovanilistico/liceale made in USA, permette di leggere la difficoltà delle relazioni tra gruppi scolastici, che non sembrano essere solo legate all’essere o meno “fighi”, quanto in certi casi, più che alla disciplina scolastica, alla condizione economica degli studenti. La stessa che da un lato riconduce alcuni ragazzi all’angolo e dall’altro ne costringe altri ad una popolarità forzata, pur nella consapevolezza di quelli più saggi come Cindy che “popolare non è perfetto, diventarlo è un lavoro la maggior parte delle volte”.
    Patrick Dempsey fa del suo meglio per far apparire il suo personaggio un egocentrico assolutamente spregevole una volta che ha raggiunto la agognata popolarità, obiettivo che, tra gel nei capelli e restyling totale del suo guardaroba, lo porta a dimenticare l’unico reale motivo per cui questa popolarità era da lui cercata: stare insieme ad una ragazza per lui all’apparenza inarrivabile ma in realtà disposta emotivamente ad aprirsi ed alla quale lui stesso è in grado di dare qualcosa in più del vuoto pneumatico di certe relazioni basate su estetica, prestigio ed agiatezza economica.
    Amanda Peterson è veramente carina ma di statura limitata per cui nel dare uno schiaffo a Ronald o nel correre verso di lui sembra più saltare che muoversi come una studendessa fascinosa.
    Abbastanza artificiose e di scarso spessore diegetico appaiono invece sia il personaggio del piccolo Chuckie, che finisce per risultare poco più che una comparsa, che quello di Big, con i suoi atteggiamenti che ricordano molto alla lontana vecchie e ben più prestigiose glorie del genere teen-college. Sono esattamente personaggi come questi a far venire a volte meno quella necessaria empatia tra regista e spettatore tipica dei film del maestro Hughes.
    Folgoranti alcuni dialoghi con mitiche battute come quella tra Ronald e Cindy quando il loro legame a contratto si rompe: lei che, parlando di Iris afferma che “ha fatto più passaggi di un taxy a New York” e lui che ribatte che “almeno una corsa non costa 1000 dollari”; o ancora terribile appare la presa in giro di quella studentessa grassottella che rivolgendosi a Ronald, ormai bruciato dalla confessione pubblica di Cindy, gli dice ridendo “si vede che non sei bravo in economia, potevi avere me per soli 50 dollari”.

    La lezione morale che ne viene fuori non è spiattellata in faccia al pubblico con tono didascalico come facevano moltissime altre opere del genere, ma vi è il pregio della moderazione, aspetto che conferisce a quest'opera un certo tono raffinato.
    Il film è del 1987, sono passati oltre 30 anni ma, al di là del look datato dei protagonisti, dimostra una freschezza encomiabile. Consigliata la visione a chi è amante di questo filone cinematografico il cui successo in sala compensò l'accoglienza abbastanza negativa della critica.

    Il DVD che contine il doppiaggio in italiano è l'edizione tedesca che rispecchia il titolo originale ed è comprensiva dei sottotitoli. Si tratta di un prodotto qualitativamente decoroso ma privo di qualsiasi extra.


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